Affreschi grotteschi, Veneri ignude, amorini, corridoi oscuri e un giardino lussureggiante come una giungla misteriosa. Nelle cantine di quel palazzo misterioso è stato massacrato dai Nazisti il notabile ebreo Pardo Vidas. E’ questo lo scenario in cui Guglielmo cresce, certo che fra quelle mura, protette dal fantasma di Pardo, vi sia nascosto un tesoro - come sostiene una diceria popolare ben radicata nel quartiere ebreo della cittadina (siamo nella provincia toscana). La crescita di Guglielmo va di pari passo con la ricerca del tesoro sulla cui mappa si sveleranno, a poco a poco, tutte le tappe della sua formazione: l’amore, la ribellione, il sesso, la paura, la violenza, il coraggio, l’illusione…

Guglielmo si muove fra le cose della vita con tragicomica sventatezza, che prima ci tiene in ansia, ma poi ci fa sorridere e ridere. I molti personaggi del romanzo, tutti magistralmente delineati, sono altrettante occasioni per mettere a nudo sogni, malinconie, sbigottimenti di un’anima che, scoprendosi, scopre la vita e ne ricerca il senso.

Le vicende del Tesoro sono narrate con un periodare fluido e solidamente intessuto e con un linguaggio mai banale che cattura l’attenzione, avvincendo e divertendo.
La scrittura di Franco Brogi Taviani è continuamente alta, godibilissima, di nobili ascendenze toscane da cui eredita anche irriverenza e spregiudicatezza...



CURIOSITÀ EDITORIALI

La storia ha un alone di autenticità che la rende, come dire, necessaria...

Evidenti poi le doti retorico‑linguistiche del narratore. Ampie le strutture del discorso, insieme sciolta e ordinata la sua sintassi...

Si tratta di una prosa che affonda le sue radici nell'italianissimo, prezioso, scurrile Boccaccio...

...Boccaccio rivisto da Galileo, con una marcia indietro verso crudezze medievali, e in sottofondo, nel lettore, il paragone con Fenoglio...

Sembra di vedere un disabitato quadro di Caspar David Friedrich con uno schiamazzo di Cecco Angiolieri in sottofondo...

e quasi costanti in tutto il romanzo sono alcuni chiaroscuri che riportano il lettore sotto un cielo sperimentale...

L'abilità letteraria traspare sin dall'incipit: le vicende, verosimili, sono narrate con un periodare fluido e solidamente intessuto e con un linguaggio mai sciatto e banale, quasi sempre colto e ricercato, a volte creativo (particolarmente sapiente l'aggettivazione), che fa del romanzo un'opera che cattura l'attenzione del lettore e spesso lo diverte (frequenti le annotazioni ironiche e autoironiche) anche con personaggi di cui vengono bonariamente messi in luce debolezze e limiti restituendoci con freschezza e spontaneità il mondo immaginifico dell'infanzia e quello, intriso di sogni e di utopie, dell'adolescenza del protagonista.
Per quanto sopraddetto il romanzo mi sembra degno di pubblicazione.

Questo è un collage di frasi tratte dalle schede dei lettori o dalle lettere di risposta di alcune case editrici che a suo tempo respinsero il romanzo o lo dimenticarono su qualche scrivania. Vien fatto di domandarci: se queste sono parole di rifiuto, quali potranno essere mai quelle di apprezzamento?

La Marsilio ha deciso di rispondere a questa inquietante domanda semplicemente pubblicando IL TESORO nella collana "Le Maschere" diretta da Paolo Caruso.